
La morte del giovane Edoardo, avvenuta ieri pomeriggio mentre stava sciando sulle piste di Ovindoli, all'inizio dell'Altopiano delle Rocche che separa i massicci del Velino e del Sirente, oltre alla tragedia e al grave lutto che ha colpito la famiglia del giovane romano, ripropone anche la questione della sicurezza sulle piste fortemente pregiudicata, sia dai tagli economici operati alla Polizia di Stato, sia per scelte non condivise e contrastate dal SIULP effettuate dal Dipartimento della P.S..
La celerità e la professionalità con cui i pochi poliziotti rimasti sulle piste da sci di Ovindoli, pur essendo indispensabili alla ricostruzione della dinamica dell'incidente che ha tolto la vita al giovane Edoardo, non sono però state sufficienti a garantire quella prevenzione che,in passato,ha evitato, attraverso la prevenzione e la segnalazione dei gravi rischi che potevano comportare la dislocazione di oggetti, come nel caso in esame, nelle adiacenze delle piste, tragedie analoghe a quella che si è consumata ieri sulle piste di Ovindoli.
Ad affermarlo Felice Romano – Segretario Generale del SIULP – che, nell'esprimere la propria vicinanza alla famiglia del giovane per il grave lutto, lancia due allarmi.
Il primo è relativo alla scelta del Dipartimento di dimezzare il personale da impiegare nei servizi di prevenzione e soccorso sulle piste da sci, effettuato, anche contro il parere del sindacato, con la scusa dei drastici tagli alle risorse operati negli ultimi due anni dal Governo.
Ciò, infatti, stride, ad esempio, con la totale soppressione del Posto di Polizia sulle piste di Campo Imperatore che, è opportuno ricordarlo, è ubicato sulla catena del Gran Sasso che è la vetta più alta di tutto l'Abruzzo.